In Italia si fa sempre un gran parlare dei talent show: secondo quanto dice qualcuno, si tratterebbe di un trampolino di lancio per – appunto – dei talenti, per lo più musicali, che senza le possibilità offerte da queste vetrine televisive non potrebbero farsi conoscere, come meritano, dal grande pubblico. Quel che non si dice è che, nella maggior parte dei casi, questi spettacoli del giovedì sera non mostrano alcun genio della composizione: si assiste invece a una carrellata di performer che interpretano, chi meglio chi peggio, i grandi classici del passato – quelli sì creati da veri artisti.
Così, vengono spacciate per meteore del panorama musicale nostrano quelle che (con tutto il rispetto) dovrebbero essere considerate delle cacche di mosca subitaneamente pulite via dal risvolto della giacca. E che, in Paesi più evoluti del nostro (in termini di ascolto musicale, ma non solo), sono effettivamente considerate tali.
Niente da dire contro i canali televisivi che intendono promuovere le giovani leve del pentagramma; ma, che queste ugole prodigiose almeno sappiano cos’è il pentagramma. Che suonino davvero, non limitinandosi a gorgheggiare, da soli o in coppia, sui palcoscenici del prime time.
Il rimorso per le occasioni sprecate è già elevato, ma aumenta quando si va a vedere quel che succede Oltremanica. Là, i gargarismi lasciano il posto alla musica seria: quella che si ascolta – e non che si sente.
Al di là del canale che separa Francia e Gran Bretagna, accade appunto che l’emittente televisiva di stato, cioè la BBC, oltre a non infastidire i propri utenti/contribuenti con interruzioni pubblicitarie (MAI, h24 7/7), abbia dei siti web davvero crafty (traducete pure come “cazzuti”). Non solo accattivanti, ben strutturati, informativi, user friendly, etc, ma soprattutto utili. In particolare, ciò che ci interessa qua è l’attività di sostegno che fanno nei confronti dei giovani musicisti (la parola “emergenti” non è molto adatta) del panorama albionico.
Ciò avviene innanzitutto tramite una rubrica Introducing, all’interno della sezione musicale del sito della televisione britannica. Qui, tra le altre cose, è presente una lista, dettagliata e lunga, di artisti dai background più vari, che permette di visualizzarne profili e produzioni. In secondo luogo, tramite recensioni (serie) degli album di tutti i generi e sottogeneri di cui i redattori BBC sono a conoscenza: un numero sicuramente superiore a quello dei loro colleghi italiani, che si limitano a citare una poco definita “musica leggera” nazionale. Infine – ed è sacrosanto, trattandosi di un’azienda di broadcasting – tramite una costante informazione sui programmi radiofonici e televisivi che trattano di musica (e in Gran Bretagna, credeteci, non sono pochi).
Prendiamo il caso di una delle protagoniste della scena, ormai da qualche tempo: Florence + The Machine. A parte il fascino (dovuto a Madre Natura), questa donnina ha il merito di fare accompagnare la propria voce, melodiosa e potente al tempo stesso, da una crew di musicisti niente male. Robert Ackroyd alla chitarra, Christopher Lloyd Hayden alla batteria, Tom Monger all’arpa, Mark Saunders al basso, e – altra donnina di un certo carisma - Isabella Summers, alias Isabella Machine, alla tastiera.Ebbene, nel loro caso la BBC si è impegnata in maniera importante, contribuendone alla scalata al successo. E ha fatto bene, visti i risultati.
Il nuovo album della band, Ceremonials, arriva nei negozi il 31 ottobre e, a giudicare dal singolo estratto, Shake It Out, tiene testa al brillante esordio del 2009, Lungs.
Almeno in Inghilterra, è il caso di dirlo: Video Don’t Kill The Radio Stars!



2 comments
Florence + deus ex machine Streaming says:
Oct 28, 2011
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Il calendario dell’avvento di Socialite #14: cambiare Jesus senza rimorso | Socialite says:
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