
Chi non sta parlando di Lana Del Rey al momento? Praticamente nessuno e noi ne siamo perfettamente consapevoli, infatti ne avremmo volentieri fatto a meno, se non fosse che siamo stati folgorati dall’infografica di NME e abbiamo pensato che valeva la pena spiegarla in poche parole. Perché Lana Del Rey è fantastica ok, ma è anche un esempio da manuale di macchina dell’hype, azionata nei modi e nei momenti più giusti.
C’era una volta Lizzie Grant, ragazzina della provincia americana di belle speranze, trasferitasi a New York poco più che maggiorenne, per tentare la fortuna come cantante nei vari club della Grande Mela. Lizzie ha una bella voce, è carina, riesca ad incidere un disco e a portarlo in giro (video). Ma il successo non arriva. E allora Lizzie che fa? Si rifà il look, ispirandosi alle grandi dive di una Hollywood che non esiste più, muta la timidezza in aria di mistero e, soprattutto, cambia nome. Diventa Lana Del Rey, autoproclamata gangster Nancy Sinatra, inizia a far circolare attraverso YouTube le sue prime canzoni.
Video Games diventa virale: 5 minuti scarsi di ballatona sadcore con tanto di arpa che solletica la voce profonda e languida della Del Rey. Il video è un collage di spezzoni di Lana che canta, uniti a frammenti di filmati vari: l’iconico Chateau Marmont, un’attrice che scivola sul red carpet, teenager che si tuffano in piscina. Sul web impazziscono tutti, la bellezza oscena di Lana manda in pappa anche il cervello degli indie blogger più cattivi: è nata una stella. I primi concerti vanno prontamente in sold out, il buzz in rete è così ingombrante che la Del Rey vola dritta in televisione. L’esordio nel piccolo schermo avviene al Saturday Night Live, dove non facevano esibire una cantante prima ancora dell’uscita del primo disco dai tempi di Natalie Imbruglia. Durante lo show, Lana Del Rey è rigida e tesa, troppo tesa, l’esibizione che ne viene fuori è tremenda. Ma il video gira tanto in rete e ciò non può che essere positivo.
Da lì in poi il resto è storia: a pochi giorni dall’uscita del primo disco, Born to Die, Lana Del Rey è sulle copertine dei giornali di mezzo mondo e la canzone omonima è salutata a destra e a manca come la canzone perfetta. Ma come si fa a passare dall’essere una Lizzie Grant qualunque alla cantante più esplosiva e desiderata del momento? Pare che il prodotto Lana sia stato ideato e confezionato ad arte da esperti markettari finanziati dal milionario padre di Lizzie, che hanno provveduto a fare tabula rasa della vita/carriera precedente al debutto di Lizzie, le hanno scelto un nome nuovo di zecca e le hanno possibilmente consigliato di fare un ritocchino alla bocca.
Lana Del Rey è un altro duro colpo assestato al concetto di autenticità nel music biz. Canto struggenti canzoni d’amore guardandoti negli occhi e aprendoti il mio cuore, mentre tengo il broncio ben in vista e sbatto le ciglia visibilmente finte: mi crederesti? Ma anche qualora Lana Del Rey fosse costruita dalla testa fino ai piedi, dov’è la novità? Lady Gaga, Madonna, David Bowie, Marilyn Manson… la lista dei personaggi pubblici “costruiti” è lunghissima. Perché fare finta di scandalizzarsi per l’ennesima trovata furbetta che ci tiene in scacco? Ah già, proprio per questo.
Socialite ha perso la testa per Lana Del Rey, e voi?



3 comments
mazingazeta says:
Feb 20, 2012
L’ho ascoltata tempo fa in Atuttovolume su Radio3, diceva il dj che DelRey è un tipo di autovettura statunitense mentre Lana è il nome di un’attrice dei 50′s se non ricordo male e dopo quello che leggo qui da te direi che è un’altra sagace opera di marketing per lo più. A parte tutto questo, la musica è in uno stile che attualmente non c’è in giro, non male ma nemmeno niente di così pazzesco. Vedremo gli sviluppi con i successivi album, se mai ci saranno no ?
)
robertabellitto says:
Feb 20, 2012
Non sapevo la storia del nome sai? Grazie! Sì, vediamo un po’ che direzione prende la sua carriera. Già hai sentito che le hanno cancellato il tour?
mazingazeta says:
Feb 20, 2012
No, non ne so niente. C’è Missyncat che mi incuriosisce, la dovrò ascoltare, fece da spalla a Amy Winehouse e in Germania l’anno passato scalò la classifica. E’ italiana.