Quando si parla di calcio, almeno in Italia, si rischia spesso – e volentieri – di scadere nella banalità e nel turpiloquio. Nell’esplorare l’universo  pallonaro, i discorsi da bar assumono la loro veste più deteriore. Ma, ciò che è peggio, lo fanno anche e soprattutto i dibattiti sui media, cartacei e televisivi. L’allenatore diffuso che da sempre rappresenta uno dei marchi di fabbrica del Bel Paese non riesce mai a esprimere il proprio pensiero con argomenti pertinenti; si mantiene, piuttosto, su un livello mediamente superficiale: la partigianeria e la rabbia sono i sentimenti che ne caratterizzano tesi e antitesi.
È come se si avesse paura, tra i milioni di appassionati, di scendere nel dettaglio di argomentazioni pesanti, che trascendano il volto più immediato dello sport nazionale per affrontarne vizi e virtù da un punto di vista – che lo si legga senza snobbismo alcuno- più “culturale”.

pallone-bucato

È, questo, un male che riguarda diversi Paesi, in primis europei, ma che a sud delle Alpi vede accentuarsi sensibilmente, fino al parossismo. Ne è un esempio la morbosità con cui si analizza alla moviola ogni singolo episodio di una partita, allo scopo di sviscerare senza ombra di dubbio l’eventuale “sudditanza psicologia” dell’arbitro. Pochi, pochissimi, invece, i casi di analisi genuine, da parte tanto dei giornalisti sportivi quanto degli addetti ai lavori.

Per cercare di migliorare, almeno in parte, questa situazione, ci si potrebbe allora appigliare a chi la società la analizza – in modo auspicabilmente migliore – di mestiere: gli scrittori, chi sennò? Benché ci siano stati esperimenti del genere – libri che parlano dei personaggi e delle vicende più significative del calcio italiano – i risultati sull’opinione pubblica degli sportivi non sono stati eclatanti.

C’è, però, qualcuno che – ormai da tempo – sta facendo di tutto per incentivare l’educazione letteraria delle tifoserie italiche. Si tratta di ISBN Edizioni, una casa editrice che, grazie a un meritorio lavoro quotidiano, può vantare nel proprio catalogo alcuni fra i titoli più appetitosi del settore (e non solo). Si va da una disamina scientifica del Barcelona «más que un club» (Il Barça, con postfazione di Irvine Weklsh), a una fenomenologia dello Special One (L’alieno Mourinho, con una presentazione di Arrigo Sacchi) – entrambi di Sandro Modeo – passando per una spietata radiografia del calcio mondiale attraverso i numeri (Calcionomica, di Simon Kuper e Stefan Szymanski) e un elogio del gioco più bello del mondo, il Subbuteo (sottotitolo: Storia illustrata della nostalgia) di  Daniel Tatarsky. Ma l’elenco non finisce qui: chi è cresciuto a pane e pallone troverà, spulciando tra le collane, tutto ciò che può desiderare.

subbuteo

Con un’economia che va a rotoli, si spera che almeno l’afición nazionale per la sfera pezzata mantenga la propria autostima; e che però, pur preservandosi genuina, si riempia di contenuti, abbandonando la leggerezza attuale. C’è chi lavora già in questa direzione: aiutatelo, o tifosi, se volete aiutare voi stessi.

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